domenica 13 settembre 2009

Ghetti passati e ghetti presenti

02 Nov 2008
Franco

Posto da ICC quest
Dedicato a nahum ...


Rivista Terrasanta (settembre,ottobre 2008)

Israele anticristiano?
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Qui in Israele la situazione dei cristiani è ben diversa da quella italiana ed europea. Non c'è nessuna sensibilità da parte ebraica circa il dialogo con i cristiani in terra d'Israele; non esiste un punto di riferimento civile e/o religioso con cui si possa dialogare. A Gerusalemme succede non di rado che ebrei religiosi sputino addosso a cristiani. A me è successo più di una volta. Uno di questi sedicenti ebrei religiosi, colto in flagrante e fermato dalla polizia, si difendeva dicendo: «Ma è solo un cristiano!».
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Nessuna condanna, per esempio, da parte dei rabbini. Certo, i cristiani sono in gran parte arabi, «gli altri». Ma si tratta comunque di un silenzio colpevole!
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Un'altra cosa a mio avviso è grave: l'appartenenza a Israele (religione e Stato) è segnalata sul passaporto! Chi non è ebreo non è cittadino a pieno diritto quando si tratta di cercare un lavoro o una posizione nella società civile... I cristiani sono confinati nei loro quartieri e gli israeliani (di
religione ebraica e passaporto israeliano) non si mescolano ad essi.
Immaginiamo se, per essere italiani, si dovesse essere cristiani, o peggio cattolici. I non cattolici cosa direbbero? Non urlerebbero (giustamente) tutti i difensori dei diritti umani? Io sono qui da 25 anni, ho fatto i miei studi all'Università ebraica (dove mi sono trovato benissimo), ma non sono cittadino israeliano solo perché sono cristiano.
Per questa ragione trovo a dir poco «aggressive» le affermazioni di «dialoganti ebrei italiani» (anche rabbini) che continuano a sostenere che l'Occidente è antisemita. L'Occidente non è più antisemita oggi di quanto l'attuale Israele non sia anticristiano.
Massimo Pazzini, Gerusalemme

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